CONSERVAZIONE DELL'ENERGIA

La costruzione di una centrale per la produzione di energia elettrica richiede investimenti di circa 1200 euro per KW di potenza installata (investimento + aumento dell’inquinamento ambientale). La riduzione dei consumi energetici può evitare la costruzione di nuove centrali con un costo estremamente contenuto, pari a circa 180-210 euro per KW di potenza installata.

Prima di realizzare nuove infrastrutture di produzione energetica: investire/sostenere interventi di riduzione dei consumi e degli sprechi.

 INTERVENTI TRASVERSALI

Il mercato dei beni evolve verso  una superiore efficienza: riferimenti su documento della commissione UE 2009 sulle best practices:

BAT nell'efficienza energetica

 

ILLUMINAZIONE

L'illuminazione pubblica e privata può dimezzare i consumi energetici con le nuove generazioni di lampade a fluorescenza, HID e LED: di seguito il rapporto del gruppo di lavoro IEA 2010:

  Rapporto IEA 45 2010 lighting

Di seguito invece il rapporto di OSRAM sull'analisi LCA delle lampade LED ed il confronto con le lampade tradizionali: il futuro é nella tecnologia LED.

Life Cycle Assessment of Illuminants A Comparison of Light Bulbs, Compact Fluorescent Lamps and LED Lamps - Osram opto semiconductors Gmbh, 2009

 INDUSTRIA

Motori elettrici: solo da questo intervento possono derivare riduzioni di consumi elettrici dell'8% a livello nazionale

scheda risparmio motori elettrici

Altro documento, ENEA sugli azionamenti elettrici:

documento ENEA

 

 TRASPORTI
 
 CIVILE

Prima di investire in nuova generazione: rendere efficienti gli involucri edilizi con l'isolamento, utilizzare fonti che minimizzino la distruzione di exergia. Per ciò occorre minimizzare la produzione di calore mediante combustione. Puntare sulle sorgenti a bassa temperatura: geotermico, solare, pompe di calore alimentate da fotovoltaico, micro cogenerazione a bassa temperatura.

Il rapporto IEA redatto da Fraunhofer IBP, 2011:

Low exergy systems for high performance Buildings and communities

 

COTTURA DEI CIBI E RICADUTE ENERGETICHE ED AMBIENTALI: OVVERO PERCHE' NON SI DEVE CUOCERE CON L'ELETTRICITA' ANCHE SE A INDUZIONE

 

1.Premessa: partire dalla domanda e riconsiderare l’efficienza

 Stiamo assistendo ad un susseguirsi di importanti direttive europee aventi lo scopo di spingere la comunità verso gli obiettivi di riduzione del prelievo di risorse, incremento di efficienza e di utilizzo di fonti rinnovabili. Si ha però l’impressione che tali direttive guardino principalmente alle esigenze della produzione, con ben inferiore interesse al lato della domanda. La produzione vede un limitato numero di soggetti coinvolti, dotati di risorse economiche e tecnologiche, mentre il lato della domanda vede milioni di soggetti (cittadini) che non dispongono di strumenti così efficaci e pesanti per fare azione di lobby sui governi europei. Sembra esistere quindi un grosso rischio: quello di vedere le politiche comunitarie indirizzate dai primi anziché dai secondi, che in ultima analisi sono quelli che scelgono i governi stessi.

Un cenno deve essere rivolto al concetto di “efficienza”, ben presente negli atti di indirizzo, e già ben inquadrato da vari ricercatori: l’efficienza infatti è uno strumento importante ma non può essere superiore al fine della riduzione, della conservazione dell’energia.

E’ stato ampiamente dimostrato in letteratura scientifica ( Illich[1], W. Sachs[2], Ruzzenenti[3], e altri) che l’incremento di efficienza nelle tecnologie è stato spesso utilizzato per consumare di più: l’auto più efficiente si tende ad usare per fare più strada, la lampada più efficiente resta accesa per più tempo del necessario, etc. Efficienza non è di per sé sinonimo di sostenibilità.

Non deve essere dimenticato che l’evoluzione tecnologica porta di per sé ad una sempre maggiore efficienza, ma il decisore pubblico deve valutare l’insieme delle relazioni tra comunità, tecnologie, ambiente, bisogni, per capire se l’evoluzione va effettivamente verso una società più equa e sostenibile.

In questa breve nota vogliamo concentrarci su un ambito dei consumi civili di ridotta incidenza percentuale: la cottura dei cibi. Secondo le statistiche reperibili sul web risulta che questo bisogno fondamentale incida per un 3-5% dei consumi totali del settore civile, rappresentando quasi l’1% dei consumi energetici complessivi nazionali. Ciò corrisponde a ben 1,38 milioni di TEP (tonnellate equivalenti di petrolio). Assistiamo tuttavia anche in questo settore ad una proliferazione di soluzioni tecnologiche guidata dai costruttori e dalle catene commerciali, come sta accadendo per la climatizzazione, e che nei paesi ricchi sembra aver perso la bussola rispetto al fine prioritario della conservazione dell’energia. [di seguito l'articolo per esteso in pdf]

[1] Energia, velocità e giustizia sociale, Ed. Feltrinelli 1974.

[2] W.Sachs. Dall’efficienza alla sufficienza. Ed. Anima Mundi, 2005

[3] F.Ruzzenenti, R.Basosi. Efficienza problematica. In Quale energia, 2007

 

Articolo

  
  
  
  
  
  
  
  

 

 


 

Responsabile: Ing. M. Cerani  |  info@energ-etica.eu